
manifesto stampato per "Fà la cosa giusta" - campagna ATM 2005
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Responsabilità Sociale e Comunicazione
Lo scenario mondiale di questi ultimi 10 anni ha portato ad un mutamento dell'atteggiamento del consumatore: negli anni '80 (soprattutto in Italia) era fortissima la spinta al consumo edonistico e alla definizione di gruppi di appartenenza attraverso il possesso di beni "identificanti".
E' il tempo dell'esplosione della telefonia mobile, delle griffes, si diffonde il concetto di " icona", ovunque si cercano modelli a cui guardare, località ed eventi ai quail non si può mancare se si vuole essere trend.
Il crollo politico ed economico di alcune regioni del mondo (Argentina, ex Jugoslavia, Germania) e la costante crisi di altre zone storicamente depresse, unite a problemi tangibili quali l'inquinamento atmosferico, il cambiamento climatico e l≠immigrazione dai paesi poveri oltre ai continui focolai di guerre locali e sovranazionali, hanno portato il popolo dei consumatori occidentali allo sviluppo di un≠attenzione particolare alle conseguenze delle loro scelte.
Il primo atto si è tradotto nella ricerca di una "genuinità" del consumo, all'interno di un mondo ideale di bontà attuato con il ritorno all'origine: nascono le immagini agresti con protagonisti felicemente immersi tra polli e spighe di indubbia salute e purezza. E' scontato che secondo il vecchio adagio "sei ciò che mangi", se il cibo di cui ti nutri è sano, puro e genuino, tu sarai una persona: in salute, di buoni sentimenti, sicuramente felice e più bella.
L'ulteriore crisi dopo il crollo delle torri gemelle, il sorgere delle economie dell'est, le guerre senza fine dei "buoni contro i cattivi" e le subdole malattie proprio da ciò che l'uomo ha di più sacro: il cibo, hanno portato ad una parossistica ricerca di garanzie autentiche di qualità dei prodotti da un lato e di dimostrazioni tangibili della correttezza produttiva da parte delle aziende sia verso l'ambiente, sia verso i partner produttivi (popolazioni del terzo mondo, ma anche realtà molto più vicine di sfruttamento).
Attualmente nel mercato dei beni primari, è sempre più facile vedere persone che riflettono, leggono, comparano prima di acquistare.
I servizi di "info" sono saturi di richieste inerenti alla catena produttiva, alla tipologia di ingredienti e agli eventuali test su animali che non risultassero dall≠ etichetta. L≠azienda che vuole conquistare e soprattutto fidelizzare il consumatore dovrà garantire un comportamento etico e verificabile in tutte le fasi di produzione. Plus auspiabile che si renda motore di iniziative benefiche nei settori di solidarietà ed ambientale.
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